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Benvenuti a me casa

« Occorre compiere fino in fondo il proprio dovere, qualunque sia il sacrificio da sopportare, costi quel che costi, perché è in ciò che sta l'essenza della dignità umana. » (Giovanni Falcone)
April 22

Scautismo scomodo: la nostra base Volpe Astuta a Palermo, simbolo del riscatto antimafia, vergognosamente oltraggiata.

                                                               bandiere scout imbrattate come tovaglie da tavola

 

Tanta bellezza nasce dall’essenza e dal sacrificio…

Vediamo tanta bellezza in questo posto per tanto tempo umiliato e degradato, vediamo concretizzarsi la geniale idea dei giudici antimafia e di pochi altri eroi d’oggi, di togliere potere alla mafia attraverso la confisca dei suoi beni. Vediamo tanta bellezza e giustizia nell’affidare questi beni a chi ne fa un uso per il riscatto sociale. Questo nostro servizio semplice, è un modo di “convertire” un territorio devastato dalla mafia e assolvere quel mandato che il giudice Borsellino ci consegnò poco prima di essere ucciso.

 

Venerdì 28 marzo ricevo una telefonata: “Vieni subito alla base, è successo il finimondo”. Già mi stavo recando a Fondo Micciulla come ogni venerdì per il servizio con le Volpi Randagie, non appena arrivai mi accorsi dello scempio: una delle finestre blindate del piano terra completamente divelta, un palo di legno da otto metri usato come leva e spezzato nel tentativo di scardinare la finestra stessa, all’interno tavoli improvvisati con cavalletti e assi di legno, i resti di un banchetto sparsi ovunque, le antiche bandiere dell’ ASCI usate come tovaglie e insudiciate da rimasugli di cibo. E poi ancora: la porta del magazzino scardinata e vandalizzata. Tutti gli attrezzi da lavoro rubati e al loro posto sui muri scritto:  “dove sono gli attrezzi?” . Saranno entrati sette otto individui.

Punto e a capo.

Altre volte avevamo subìto danni e intimidazioni, ma prima dell’installazione degli infissi blindati la base era più vulnerabile, ne avevamo consapevolezza e facevamo fronte agli atti di vandalismo, provocati per lo più da mano inesperta, custodendo i nostri umili attrezzi altrove e intervenendo tempestivamente a ripristinare i danni e poi,  denuncie e carta bollata a non finire.  In più continuavamo a realizzare i progetti affinando metodi e strategie per prevenire azioni distruttive. Da poco, con i nuovi infissi, le cose sembravano cambiate, dopo circa sei mesi che non subivamo danni avevamo deciso persino di lasciare alla base gli attrezzi da lavoro d’uso più comune. Ma si trattava solo di calma apparente.

Questa volta è stato molto sconfortante: non è semplice tagliare una cerniera d’acciaio di 9 mm, occorrono strumenti adatti e competenza e tempo. Con gli altri Capi ci guardavamo stupiti, ma era chiaro che si trattasse di uno sfregio appositamente preparato e attuato nella tranquillità della pasquetta.

Il segnale è chiaro: “Qualunque cosa facciate, noi entriamo come e quando ci pare”.

 Gli equilibri nel quartiere di Altarello di Baida sono disturbati dalla presenza della base che è una realtà scomoda. E’ scomoda perché ultimamente, soprattutto nei ponti delle festività, si assiste ad un viavai di scouts provenienti da tutto il Paese che giunge per dare una mano e in più svolgono attività in buona parte riguardanti legalità e recupero ambientale. E’ scomoda perché gli RS e i Capi  che la custodiscono, le Volpi Randagie per intenderci, sono sempre presenti, attraverso il loro costante servizio e testimoniano ai giovani del quartiere che può esistere uno stile di vita corretto e basato sul rispetto delle regole sociali. E’ scomodo anche il Cantiere Nazionale RS di settembre, programmato in un periodo critico per il controllo della base, poichè rappresenta un “presidio” nel mese di pausa estiva, in cui in passato si sono verificate le incursioni più distruttive. Sono scomode Veglia RS del Cantiere e manifestazioni antimafia, poichè mettono in luce alle istituzioni e alla cittadinanza  le responsabilità  che si hanno sul degrado sociale dei quartieri al margine.

Questa presenza, segno di cittadinanza attiva è la minaccia più rilevante per chi ha interesse che non cambi mai nulla. E’ importante anzi che tali realtà restino un bacino per attingere voti, reclutare manovalanza e garantirsi il potere attuando loschi traffici.

 

Scrivo questo articolo per far sì che tutta l’associazione venga a conoscenza di questi fatti e sappia ciò che serve per non farci sopraffare: serve presenza, servono braccia e mani, serve competenza, servono attrezzi e materiali semplici, serve ricerca della bellezza e della perfezione. Soldi pochi, il minimo. Questo è il nostro stile.

 Certi sogni sono difficili da realizzare, ma se qualcuno ha pensato alla possibilità di affidare un bene confiscato all’AGESCI, forse è perché  credeva nel movimento scout.

Resistiamo perché ci piace pensare che nel 2008 questo sia un atto di Conversione.

 

Dà Volpe Randagia

                                 FINEST~1PERSIA~1

 

April 08

Per chi vota la mafia

Per chi vota la mafia

 
di Peter Gomez
L'amico del killer che uccise Falcone, i notabili sotto processo o assolti per cavilli, i parenti stretti dei padrini. Tutti i nomi nelle liste di Udc, Pdl e Pd. Ecco il peso dei boss nelle elezioni
Se le cose andranno come devono andare, se in Sicilia l'Udc supererà la soglia dell'8 per cento dei voti, nel prossimo Senato siederà un uomo che Giovanni Brusca, il capomafia killer del giudice Giovanni Falcone, considerava "un amico personale". Si chiama Salvatore Cintola, ha 67 anni, è laureato in lingue e in vita sua è stato prima repubblicano, poi socialdemocratico e quindi socialista. Per qualche settimana ha anche militato in Sicilia Libera, un movimento indipendentista creato nel '93 per volere del boss Luchino Bagarella. Ma alla fine ha scoperto una vocazione per il centro ed è passato alla corte di Totò Cuffaro diventando deputato regionale sull'onda di migliaia di preferenze (17.028 nel 2006). Due anni fa ad Altofonte, raccontano le intercettazioni, la sua campagna elettorale era stata condotta pure dagli uomini d'onore, ma farsi votare dalla mafia non è un reato. Frequentare i boss neppure. E così la posizione di Cintola, iscritto per ben quattro volte nel giro di 15 anni sul registro degli indagati della procura di Palermo, è stata come sempre archiviata.

Cintola, numero quattro del partito di Casini nella corsa a Palazzo Madama, può insomma tentare liberamente il gran salto in Parlamento. E se ce la farà si troverà in compagnia di una foltissima pattuglia di amici, parenti, soci, complici veri, o presunti, di mafiosi, 'ndranghetisti e camorristi. Sì perché mentre Confindustria espelle non solo i collusi, ma persino chi paga il pizzo (persone cioè che codice alla mano non commettono un reato, ma lo subiscono), Udc, Pdl, e, in misura minore, il Pd, di fronte al rischio mafia chiudono gli occhi.

Nelle tre regioni del sud, Sicilia, Calabria e Campania, quello della criminalità è infatti un voto organizzato, al pari di quello delle associazioni dei precari
(voti in cambio dei rinnovi dei contratti pubblici)
o del volontariato (voti contro finanziamenti). Quanto pesi dipende dalle zone. In alcuni comuni della Calabria, ha spiegato il pm Nicola Gratteri, sposta fino al 20 per cento dei consensi. Numeri analoghi li fornisce a Napoli il sociologo Amato Lamberti che parla di una "joint venture criminale tra camorristi, imprenditori spregiudicati e e politici affaristi, in grado di orientare su tutta la regione il 10 per cento dell'elettorato". Mentre a Palermo, il vicepresidente della commissione antimafia Beppe Lumia (Pd), spiega: "I voti che Cosa nostra controlla sono circa 150mila. Sono una sorta di utilità marginale che, indipendentemente dai sistemi elettorali, serve per raggiungere gli obiettivi: o la quota dell'8 per cento al Senato, o la vittoria complessiva in caso di testa a testa. Solo alla fine della campagna elettorale, comunque, chi opera sul territorio può rendersi conto delle scelte delle cosche. È a quel punto che i mafiosi lanciano segnali: sanno di essere forti e lo fanno pesare".

Il palazzo di giustizia di Palermo
Già, i segnali, ma quali? I colloqui intercettati durante le ultime consultazioni narrano che Cosa nostra, quando si vede richiedere il voto, sceglie spesso la linea dell'understatement. "Allora noi ci muoviamo. Però con riservatezza, come merita lui, con molta pacatezza, capisci (altrimenti) gli facciamo danno", dicevano nel 2001 i mafiosi di Trabia a chi domandava loro un appoggio per la candidatura di Nino Mormino, l'ex vice-presidente della commissione Giustizia della Camera, oggi lasciato in panchina dal Pdl. Non è insomma più epoca di evidenti passeggiate sotto braccio con il capomafia del paese. E a Palermo, per accorgerti di cosa sta succedendo, devi saper identificare i nomi e i volti di chi distribuisce manifestini o santini elettorali.

Per le politiche del 2006, per esempio, tra ragazzi del motore azzurro, l'organizzazione voluta da Marcello Dell'Utri (condannato in primo grado per concorso esterno e in secondo per tentata estorsione), figurava tutta la famiglia di Rosario Parisi, il braccio destro del boss Nino Rotolo, a cui era stato pure delegato il compito di curare uno dei tanti gazebo berlusconiani. Nel quartiere popolare della Kalsa, invece, fino a venti giorni prima delle amministrative non si vedeva un manifesto. Poi, una bella mattina,sulla saracinesca del negozio vuoto del più importante latitante della zona qualcuno aveva appeso un' immagine del sindaco Diego Cammarata (verosimilmente all'oscuro di tutto). Era il via libera. Mezz'ora dopo i muri dell'intero quartiere, come gli abitanti, parlavano solo di lui.

Auto rubate e distrutte
sul lungomare di Palermo
Non deve stupire: la mafia, anzi le mafie, sono ormai laiche, non sono a prescindere di destra o di sinistra, e prima della chiamata alle urne fanno dei sondaggi. Come ha raccontato il pentito Nino Giuffrè l'organizzazione ha uomini ovunque in grado di percepire gli umori dell'elettorato. Poi, quando diventa chiaro chi può vincere, stringe accordi con chi è disponibile al dialogo. O imponendo candidature, o offrendo voti in cambio di soldi, appalti o favori. Anche per questo, e non solo per distrazione, nelle liste oggi c'è finito di tutto. In Sicilia, per esempio, presentare Cuffaro, condannato in primo grado a 5 anni per favoreggiamento, è stato come segnare una svolta.

Cintola a parte, l'Udc fa correre alla camera Francesco Saverio Romano, tutt'ora indagato per concorso esterno; Calogero Mannino, imputato davanti alla corte d'appello di Palermo; e Giusy Savarino, che solo un mese fa ha visto il Tribunale inviare, al termine del processo 'Alta Mafia', alcuni atti che la riguardano alla procura. Secondo i giudici dalle intercettazioni e dai verbali emerge come nel 2001 lo scontro sulla sua candidatura alle regionali tra suo padre, Armado Savarino, e l'ex assessore Udc, Salvatore Lo Giudice, poi condannato a 16 anni di reclusione, sia stato risolto dalla mediazione del boss di Canicattì, Calogero Di Caro.

Certo, si può benissimo concordare con Pier Ferdinando Casini, il quale di fronte alle polemiche, fin qui limitate al nome di Cuffaro, ripete "non è giusto che le liste le faccia la magistratura". Resta però il fatto che il numero di suoi candidati risultati in rapporti con uomini di Cosa nostra, o coinvolti a vario titolo in indagini per mafia, è altissimo. Troppi per ritenere che le accuse lanciate dai pentiti, secondo i quali il voto per il partito di Cuffaro negli ultimi anni sarebbe stato compatto, siano del tutto campate in aria. In questa situazione, con la magistratura che non può intervenire perché per arrivare al processo ci vuole (giustamente) la prova dell'accordo con i mafiosi, a denunciare e bonificare ci dovrebbe pensare la politica.

Il tentativo della commissione Antimafia di far approvare, per iniziativa del senatore di Forza Italia Carlo Vizzini, un codice etico che impedisse la presentazione di candidati collusi almeno alle amministrative del 2007 è però rimasto lettera morta. Al primo febbraio del 2008 su 103 prefetture, solo 86 avevano inviato alla commissione una fotografia di quello che era accaduto nelle urne sei mesi prima. E stando a quanto risulta dai documenti che 'L'espresso' ha letto, mancavano, tra l'altro, all'appello le risposte delle provincie di Avellino, Caltanissetta, Enna, Messina, Palermo, Reggio Calabria, Taranto e Trapani. I partiti avversari poi tacciono tutti. Il Pdl, nonostante le polemiche contro il "cuffarismo e il clientelismo", è prudentissimo. Anche perché gli azzurri in lista non si sono limitati a ricandidare il senatore Pino Firrarello, condannato in primo grado per turbativa d'asta aggravata e ora sotto inchiesta per concorso esterno, o l'ex sottosegretario Antonio D'Alì, ex datore di lavoro del superlatitante Matteo Messina Denaro, e oggi accusato dall'ex prefetto di Trapani Fulvio Sodano di aver voluto il suo trasferimento per fare un piacere a Cosa nostra (sulla vicenda è in corso un'indagine e un processo per diffamazione).

Negli elenchi fa capolino pure la new entry Gabriella Giammanco, ex aspirante velina, volto giovane del Tg4, ma soprattutto nipote di Vincenzo Giammanco, definitivamente condannato come socio e prestanome di Bernardo Provenzano. E poi ci sono tutti gli altri. A partire da Gaspare Giudice, assolto in primo grado dalle accuse di mafia con una sentenza in cui il tribunale sostiene di aver però "verificato con assoluta certezza" l'appoggio datogli da Cosa nostra nel 1996 e "con grandissima probabilità" anche nel 2001. Per arrivare a Renato Schifani, considerato in pole position dal 'Giornale' come futuro ministro degli Interni, sebbene negli anni '80 sia stato a lungo socio, assieme all'ex ministro Enrico La Loggia, della Siculabrokers: una compagnia in cui figuravano anche Nino Mandalà, futuro boss di Villabate, e Benny d'Agostino, imprenditore legato per sua ammissione al celebre capo di tutti i capi, Michele Greco.

Insomma, meglio non discutere di mafia. Un po' come fa il Pd messo in imbarazzo dalle proteste di Beppe Grillo e della Confindustria, quando con un colpo di mano aveva tentato di escludere dalle liste Beppe Lumia. Dietro a quella scelta non è difficile vedere l'ombra del grande avversario di Lumia, il dalemiano Mirello Crisafulli, filmato mentre discuteva, dopo averlo baciato, di appalti e favori con i boss di Enna, Raffaele Bevilacqua. Da quando nel 2007 Lumia, condannato a morte da Cosa nostra, aveva definito la sua candidatura inopportuna, Crisafulli, grande amico di Cuffaro, non lo salutava più. Poi in lista c'era finito solo Crisafulli e Lumia era stato recuperato come numero uno al Senato solo quando era diventato chiaro che stava per passare con Di Pietro. In compenso tra gli aspiranti deputati del Pd è comparso Bartolo Cipriano, ex sindaco e poi consigliere del comune messinese di Terme Vigliatore, sciolto per mafia nel 2005.

Meglio vanno le cose in Calabria, dove le liste di Veltroni, capeggiate dall'ex prefetto De Sena sono in buona parte pulite (al contrario di quanto era accaduto con le regionali quando la 'ndrangheta votò per il centrosinistra). Tra i democratici suscita qualche perplessità principalmente il nome di Maria Grazia Laganà, la vedova di Francesco Fortugno, il vice-presidente della regione ucciso dai clan, sotto inchiesta per truffa ai danni dello Stato nell'ambito delle indagini sulle infiltrazioni mafiose alla Asl di Locri. Qui, come in Campania, la battaglia con il centrodestra si profila in ogni caso all'ultimo voto. E il Pdl candida al Senato (decimo posto) addirittura Franco Iona, cugino primo del boss Guirino Iona, capo dell'omonima cosca crotonese ora in carcere dopo anni di latitanza. Nel 2005 Iona non aveva potuto correre per le amministrative con l'Udeur proprio a causa della sua ingombrante parentela. Ora, nonostante le proteste del presidente della commissione Antimafia Francesco Forgione, Iona si dà da fare per raccogliere voti e ribadisce di essere incensurato.

Difficile comunque che ce la faccia, al contrario di Gaetano Rao, numero 17 del partito di Berlusconi e Fini alla Camera, e soprattutto nipote di don Peppino Pesce, vecchio boss dell'omonima e potentissima cosca di Rosarno. Per uno strano scherzo del destino Rao si ritrova candidato assieme ad Angela Napoli (An), membro della commissione Antimafia e feroce avversaria della 'ndrangheta. La Napoli, insomma, ingoia amaro anche perché con lei sono candidati Pasquale Scaramuzzino, l'ex sindaco di Lamezia Terme, un comune sciolto nel 2002 dal governo per mafia in seguito a una sua battaglia, e Giuseppe 'Pino' Galati, allora leader del Ccd: un partito che l'attaccava a tutto spiano.

Anche in Campania, dove solo nella provincia di Napoli, sono stati sciolti 15 comuni (in prevalenza di centrosinistra) dal 2001 a oggi, c'è incertezza. Alle prese con l'emergenza rifiutiil Pd pare essersi mosso con relativa cautela, anche perché scottato dalle indagini sul clan Misso e i suoi rapporti con la Margherita. Tutt'altra storia sono invece le liste degli avversari. In Parlamento entrerà Sergio De Gregorio, l'ex dipietrista subito convertito a Berlusconi, indagato per riciclaggio dopo che sono stati scoperti suoi assegni in mano a Rocco Cafiero detto ''o capriariello', un contrabbandiere considerato organico al clan Nuvoletta. Con lui ci sarà Mario Landolfi (An), ora costretto a fronteggiare l'accusa di essere stato appoggiato nel 2006 da un manipolo di camorristi. E c'è pure Nicola Cosentino, uno che la mafia se l'è trovata suo malgrado in casa, visto che uno dei suoi fratelli ha sposato la sorella del boss, detenuto al 41 bis, Peppe Russo, detto 'o padrino'. Insomma, c'è da stare tranquilli. Comunque finiranno le cose il 13 aprile avremo un Parlamento specchio del paese. Peccato solo che a essere riflessa, almeno nel sud, sarà anche la parte peggiore.
January 23

TRADUZIONI

Everybody - Cu e’ gghiè
You should give out blood from the heart! - Aviss’a'iccari sangu ‘ru cori!
Who take recover oneself ! - Cu pigghia s’arripigghia!
Let drop yourself! - ‘bba ieccati!
Lamb and sauce and the baptism is end - Agnedd’e’ suco e finì ‘u ‘vattiu
Uncle Joe - ‘zu Pino
Let him go… he’s a child! - Lassalu iri, è picciriddu!
I should do like an horned man! - Facissi comu un curnutu!
Beautiful saint mother - Bedda matri santissima!
Again, again… that I’m enjoing it! - Ancora, ancor… ca mi sta piacennu!
I should do a party to her/him - Ci facissi u fistinu!
Look at him how he’s nice! - Talialu che bieddu!
See you later - ‘Nnamu vistu
A kiss - Na vasata
This street take you to nowhere - Chista è strata ca’ un spunta
Mud compared to you is distilled water! - U fangu nconfront’a ttia è acqua distillata!
Give me any time and I’ll break you! - Dammi tempu ca ti percio!
So, do we have to cut that ball? - Chi ‘ffa l’ama tagghiari stu palluni?
Let’s go. It’s nothing. Let’s have a coffee - Amunì. Unn’è nienti. Pigghiamuni u cafè
Is there any problem? - C’è probblema?
Water wet him and wind dry him - L’acqua u vagna e u ventu l’asciuca
The best plus - U megghiu chiù
And the dog is dead - E muriu u cani
But you’re or you do? - Ma ci fai o ci si?
You can do it - C’a po’ fari
What do you tell? - ‘cchiddici?
Atwolfed - Allupato
Località
Happyfield of Littlerock - Campofelice di Roccella
Goodcastle - Castelbuono
RocketsPussy - Ficarazzi
Battle Plane - Piano Battaglia
Pumpking Plane - Piano Zucchi
Beautiful Flash - Bello Lampo
Mr White - Misterbianco

January 14

UN' IDEA A CUI OPPORSI

Beh un pò di tempo è passato, il cchiffare non manca mai e a volte mi riesce proprio difficile buttare giù due righe "virtuali"; ma per un oscuro motivo sono sempre attirato da questo mezzo perchè convinto dell'importanza dei mezzi di comunicazione e del loro evolversi con il tempo...e prorpio perchè questo mondo dei blog di msn è pieno di tanta merda, mi urge doveroso scrivere qualcosa che non sia solo ME STESSO.
Tutto nasce dall'ennesima cacata che passa in TV: "l'ultimo Padrino!!!"; già perchè sono proprio davanti la tv a covare il mio odio e la mia rabbia dentro mentre vedo un'oscenità raccapricciante come questa!E soprattutto resto sconcertato dal solito e radicato clichè del palermitano (e più in generale siciliano): siciliano, coppola, mafia e manciare. Già perchè quello che mi fa girare le palle alla velocità della luce è vedere come il popolo siciliano (dal magistrato, al poliziotto, al contadino..) sia perfettamente inquadrato in un rigido standard di convenzioni sociali: non può che parlare siciliano incarcato, essere mafioso, dire continuamente minchia, e soprattutto religiosissimo. E ciò che mi fa incazzare è proprio pensare che questa è l'idea alla quale cerco e ho cercato di oppormi; ne ho visti e conosciuto tanti ragazzi di tutta Italia che pensano che la mafia sia proprio quella del Padrino, di Don Vito Corleone, della coppola storta, della guerra a colpi di pallottole per strada e di Provenzano il misterioso e intoccabile burattinaio di cosa nostra. Ma stiamo scherzando????Cazzo nel 2008 ancora c'è chi ha il coraggio di raccontare la mafia come uno squallido thriller?!?!?Ma soprattutto come si fa a fare vera informazione soprattutto a gente che già senza vedere questi sceneggiati pensa alla mafia nel modo su-esposto?!?!?Cazzo è davvero un sistema di merda!!!Asservito alla logica dell'audience...e poi nell'anniversario delle stragi in televisione girano per ristrettissimi minuti le solite immagini cruenti delle strade dilaniate dalle bombe...e io mi devo sopportare 4 stronzi in visione nazionale che tra una parola e l'altra intercalano "minchia" e "baciamo le mani" e che pretendono di raccontare una piaga che continua a distruggerci come un cancro?!?!?Ma andate tutti solennemente a cacare!!!
Ma penso che per chiudere, degno di nota sia un estratto di un'intervista (come mi ricorda la mia zita) fatta a Michele Placido (guarda caso l'unico disponibile su piazza a prendere parte ad un indegno sceneggiato come questo dati i successi dell'altrettanto stereotipato colossal "La Piovra") in cui veniva chiesto come avesse fatto ad immedesimarsi in un personaggio come Provenzano...la sua risposta si commenta da sola: "Pensi che ho osservato tanto i siciliani, da essere ormai in grado di riconoscere dal solo portamento gli uomini d'onore da quelli onesti...."
June 09

...già la routine

 
 ...troppi pezzi di un puzzle si affollano nella mia mente da non poter trattenere il mio impeto di scrivere..e proprio il primo mi arriva dal post del mio caro fratello peppe sui brogli elettorali delle elezioni a Palermo; poi quasi per magia ieri era la data del debutto del nuovo programma di Ciprì e Maresco su La7 “Ai confini della pietà”…beh e allura chi mi cunti??!! La parola che nella mia mente racchiude tutto quello che vorrei scrivere e fa da collante alle mie idee è proprio ROUTINE;beh andiamo per ordine. Credo che i migliori sponsor per questo grande progetto del Blog del caro peppe non possano che essere proprio i due registi palermitani Ciprì e Maresco, perchè? Proprio perchè ritengo che siano i maestri di un nuovo surrealismo tutto palermitano (”surreale ra minchia!!!”direbbe un celebre personaggio delle saghe cinematografiche dei registi..), un surrealismo che con una punta di “grottesca ironia” sottolinea le aberrazioni della Sicilia tra mafia, malcostume e pregiudizi. Da ogni scena traspare una vena caricaturale e critica di ogni aspetto del palermitano tipico, dalla sua strafottenza per le istituzioni, all’odio per il diverso (u garrusu!!) fino alla critica accesa per una politica fin troppo collusa con la mafia….e tutti questi aspetti prendono vita in personaggi in carne ed ossa: famoso è “Totò Cuddaro, Pier Paolo Pasolino, Enzo Castagna e Salvatore Giuliano”. Proprio la puntata di ieri si è aperta con la storia di un regista, sconosciuto ai più di nome Giorgio Castellani, anzi il cui nome vero per dirla tutta è Giuseppe Greco…iddu propriu iddu u figghiu ru Papa (Lui proprio lui il figlio del papa), che per chi non lo sapesse il Papa è Michele greco, uno dei leader indiscussi della mafia Palermitana prima dell’arrivo dei più famosi corleonesi Totò Riina e co. Una puntata come sempre brillante che incentrata sullo scarso successo del regista (imputato per mafia al maxi-processo, ma poi scagionato) causato dal suo ingombrante cognome si chiede se sia il caso che le colpe dei padri debbano ricadere sui figli; una saga, quella del regista, che si concluderà il prossimo giovedì. Sulle altre 5 puntate c’è il massimo riservo, ad eccezione di una chicca su due puntate che svelerebbero l’omosessualità di Salvatore Giuliano (L’Alain Delon ri Montelepre!!)grazie ad un documento “originale” che lo ritrarrebbe con il suo luogotenente Gaspare Pisciotta in atteggiamenti equivoci. Il nuovo programma arriva nel momento migliore, ovvero in cui all’ufficio elettorale di Palermo si scoprono verbali in bianco, voti non assegnati, documenti compilati a matita, cancellature con il correttore e quant’altro avrete visto nel video consigliato dal buon Peppe…una storia che ho vissuto nel seggio in cui ero segretario, al fianco di un Presidente sconosciuto che non sapeva neanche scrivere e apporre la propria firma. Beh la causa non può che essere a monte del caso scoppiato, ovvero degli eminenti funzionari del tribunale che procurano nomine a chi non è in grado neanche di leggere (vedi il mio illuminato presidente) solo per ricambiare qualche favore o per amicizia…PAZZI!!!!!Sapete che un presidente negligente rischia una condanna da 2 a 8 anni?!Cazzi loro!!!!Tanto a pagare sunnu siempre i puvirieddi (tanto a pagare sono sempre i disgraziati). Beh è proprio Routine la parola che a questo punto chiude il mio logorroico scritto…già perchè a volte il palermitano vive di routine, non si pone il problema delle sue azioni, picchì tantu u fannu tutti (tanto lo fanno tutti) e la filosofia tutta palermitana del “futti futti ca Dio perdona a tutti” (ruba pure che Dio perdono chiunque) vince sempre. Per questo vi invito a dare un’occhiata per le prossime 7 settimane a La7 alle ore 00:30 per “Ai confini della Pietà”…ma vi prego, non chiamatela volgarità spiccia nè gratuita…guardate con gli occhi di chi dipinge questa terra disgraziata con tono mascalzonesco e dissacratorio.

Buona visione

Sandro

 

May 23

...una storia diversa....

 

XV...è un numero che da un pò di giorni mi gira per la testa..chissà perchè dal momento che nè giornali, nè telegiornali mi hanno dato occasione di associarlo a chissà quale evento..ma poi il puzzle comincia a completarsi quando vengo informato della presenza di Fabrizio Moro, e di Carmen Consoli alla kermesse di chiusura delle celebrazioni per il XV anno dell'anniversario della strage di Falcone...eccolo qui il fatidico numero..ecco cos'era!!! assolutamente sconcertante vedere che giornali e telegiornali mettano in coda alle notizie della prima de "I Pirati dei Caraibi" una notizia che dovrebbe essere centrale.....vabbè non voglio entrare nel merito delle solite polemiche....voglio solo usare questo mio spazio per raccontare una storia diversa da quelle che (seppur ridotte all'osso e sempre uguali fatte di trionfalismi e retorica) si sentono in un giorno come questo; voglio raccontarvi la storia di un incontro, di un dolcissimo abbraccio e di una sconvolgente mattina.....avevo circa 6 o 7 anni e come sempre nelle calde e torride giornate palermitane in cui le scuole sono chiuse, io passavo le mie mattinate al Palazzo di Giustizia dove lavorano i miei genitori...la solita pallina fatta di carta e km di schotch da imballaggio la facevano diventare indistruttibile..tanto da poter percorrere a perdifiato gli sconfinati meandri di quel palazzo palleggiando e palleggiando....ero proprio in uno di quegli sconfinati corridoi che fronteggiano le aule di tribunale quando sento le grida di mio padre che mi ordina di smettere subito di fare quel chiasso "qui si lavora, lo devi capire che non si può giocare!!!!".....alla fine di quelle parole esce da una delle inespugnabili aule una bella signora bionda, ben vestita, piena di scartoffie sotto il braccio e con un sorriso che non dimenticherò....saluta mio padre e perentoriamente "non lo rimproveri dottore, è solo un bambino che non desidera altro che giocare, lo faccia sfogare.." e dopo averlo detto si china e  mi prende in braccio e comincia a magnificare la mia pallina di carta, loda la mia certosina cura nella realizzazione e mi asciuga le lacrime..."lei è la dott.ssa Morvillo" disse mio padre "una cara amica di papà e mamma, salutala dai che ha da fare..!!" e io con l'ingenuità di un bambino "ti chiami morbillo come la malattia?"...."no gioia mia, Morvillo, ma tu ricordati di me come la zia Francesca"....allora io sicuro di essere entrato nelle sue grazie scongiurando così qualche timpuluni di mio padre le chiedo di portarmi dentro quelle misteriose aule di tribunale a me sempre interdette chiuse da porte che nella mia fantasia erano cancelli fantastici.....detto fatto, dopo un minuto abbandonate le scartoffie che portava e la borsa di pelle marrone mi porta dentro questa stanza enorme di legno in cui tanta gente parlava..ma ad un tratto dovemmo uscire, non capivo perchè, ma vidi un signore che mi veniva incontro con uno strano mantello nero, tutto serio nel volto e con una sigaretta in bocca...faceva paura ma appena arrivò davanti a noi si sciolse in un timidissimo sorriso "com'è andata giovanni??"...disse lei...."la solita storia...ma chi è questo bambino?!"..rispose incuriosito lui...."il figlio di Ignazio e Marisa Caradonna, gli amici di Barbara..".....e lui :"menu male ca unn'assumigghi a to patre!!" rivolgendosi a me scherzosamente mentre intanto mio padre rideva....messomi giù vidi quel signore circondato da tante persone con giocattoli neri uguali a quelli che io usavo per fare la guerra a casa....mentre andavo via mano nella mano con mio padre, mi accorgo di aver lasciato la mia pallina di carta e :"..zia la pallina!!!!!"...si frappone questo uomo incredibilmente gigante che le da un calcio e grida: "Ciao piccolo Caradonna!!!.........."
 
grazie....
 
"...possiamo solamente decidere cosa fare del tempo che ci viene concesso..."
May 18

PEPPINO è VIVO E LOTTA INSIEME A NOI...

Anche se un pò in ritardo dal mio ritorno dal giorno in cui si ricorda la morte del grande Peppino Impastato (9 maggio) a Cinisi, mi sento in dovere di sfogarmi e gridare la mia rabbia a molte storture e incoerenze che ho avuto davanti gli occhi...beh ormai questa data è un appuntamento fisso da alcuni anni perchè sempre fisso è il ricordo di una persona che ha gridato il suo schifo e il suo odio alla mafia, ma ancor di più ha avuto le palle di urlare che il suo stesso padre faceva parte di quella "montagna di merda"...ma la sua grandezza è soprattutto per l'impronta culturale che mi hanno lasciato le sue idee, il suo modo di intendere la lotta politica e soprattutto di chiarire quelle che Marx usava definire "sovrastrutture"...per non parlare del suo innovativo e sempre moderno modo di intendere l'università come una struttura di affermazione puramente borghese e di classe volta a formare la classe dirigente e ad annichilirla con il potere...assolutamente innovativa per quegli anni e inattaccabile in questi...o no?! Beh ma non sono qui per parlare di lui o farne una biografia, ma piuttosto voglio scrivere 2 righe per vomitare e vomitare il mio disprezzo per molti che partecipano a queste manifestazioni e per tutti quelli che gridano il loro NO alla mafia e invece sono i primi che la sostengono.....arrivati a terrasini il panorama è desolante e triste al tempo stesso, vedere i soliti stronzetti con le magliette di Che Guevara, gli pseudo-intellettuali del cazzo con liberazione in mano e la solita maglietta del Che che si trasforma negli ultra cinquantenni in una sciarpa chiaramente rossa.....ma tutti hanno un denominatore comune, ovvero NON SEI COMUNISTA SE NON TI FAI UNA CANNA!!!! Allora mi incazzo e divento una bestia al pensiero che tutte queste grandissime teste di minchia vanno ad una manifestazione in memoria di uno ucciso dalla mafia, gridano che le sue idee non moriranno mai, che la mafia è una montagna di merda....il tutto con un cannone in mano...MA ANDATE  SOLENNEMENTE A CACARE!!!!! E' davvero assurdo pensare di scagliarsi e gridare il disprezzo per la mafia quando 5 minuti prima hai comprato fumo e la hai finanziata nel modo più diretto e facile possibile, ma siamo impazziti? che cazzo stà succedendo ai giovani, non voglio credere che abbiano tutti il cervello così fottuto...ma purtroppo so che è così....così come mi fanno ridere tutti quelli vicino a me che vogliono le magliette di addiopizzo e poi la sera  non possono fare a meno dei loro 5 euro di fumo....minchia che tristezza, che incoerenza, io mi sputerei in faccia per la vergogna...come si può essere così incoerenti, come si può pensare di distruggere la mafia se la si finanzia...minchia griderei fino a rimanere muto per la rabbia....che tristezza essere circondati da tanti UOMINI DI CARTONE....ma se questo è quello che significa essere 22enni,18enni e 20enni oggi...io sono contento di tirarmene fuori e guardarvi tutti dall'alto...pezzi di merda, pensateci quando parlate agli altri di lotta alla mafia, dei morti per mafia e quando vi riempite la bocca di stronzate che neanche conoscete...PENSATE CHE IN QUEL MOMENTO LA MAFIA SIETE VOI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

"Le loro idee camminano sulle nostre gambe...."

April 25

...anche i motori hanno un'anima....

Ebbene si, come tutti i grandi si ritarono prima o poi...anche il suo momento è arrivato...domani ufficialmente la mia CITROENINA verrà per sempre trasformata in un cubo di lamiera...che tristezza infinita!!!! Oggi sono sceso a ripulirla delle utime cose che mi appartengono...è stata una sensazione strana, ho ricordato tutte le esperienze che ho vissuto in quella macchina, tutti gli stati d'animo che ho provato, tutti i Km macinati da quando ho la patente...e soprattutto ho ripensato a tutti i viaggi in giro per la sicilia quando ancora potevo fidarmi di lei in autostrada...Trapani, Favignana, Cinisi per tanti anni, Ficuzza, Erice....una compagna che ci ha servito fedelmente per oltre 20 anni!!!!!!!Ma ho anche ripensato a tutte le sue ultime maleparti causa della vecchiaia: le candele, le batterie, la gomma scoppiata in V.le Regione e il testacoda alle 3 di notte, il diesel al posto della benzina, le luci del quadro sostituite da un accendino, il sedile senza più alcun fermo,la radio bloccata con un pezzo di legno, il finestrino "elettrico a mano", il buco nel portabagagli posteriore, i parasole virtuali e le centinaia di scricchiolii che hanno sostituito per un periodo la radio....beh ogni altra parola sembra superflua...piuttosto gli avvenimenti sostituiscono le spiegazioni...."dopo aver fatto un giro,sono arrivato sotto casa e inaspettatamene è arrivato il canto del cigno...ha ben pensato di spegnersi prima di posteggiare..." hanno o no un'anima???!!! 

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